Il bambino e l'oculista
La comprensione dell’entità di un difetto visivo e delle possibili complicanze che possono insorgere a seguito di un mancato o cattivo recupero dello stesso sta alla base della buona cura dei nostri figli; capire se il piccolo vede bene oppure no è indubbiamente un grande segno di attenzione, non solo da parte del Pediatra, ma, oserei dire, soprattutto da parte del Genitore.
Senza dubbio se in famiglia padre e madre portano occhiali per miopia, ipermetropia o astigmatismo, sarà molto probabile che i figli, o tutti o solo alcuni, prima o poi manifesteranno un difetto visivo ereditato dai genitori.
Ma quale difetto? Uno solo o un’associazione di più difetti? Lo stesso in entrambi gli occhi? E in quanto tempo peggiorerà? E come ci si deve comportare? Che sia vero che se mio figlio non porta gli occhiali diventerà cieco? Quante volte, in ambulatorio, si sente ripetere dalla mamma il lamento continuo fatto al povero bambino di mettere gli occhiali, mettili!, mettili!... ma siamo convinti che sia sempre così utile e fondamentale? O forse no…
Chiariamoci le idee sui difetti visivi
Simulazione del modo di vedere di un occhio miope: gli oggetti posti a distanza ravvicinata vengono visti correttamente a fuoco, mentre quelli più lontani appaiono tanto più sfuocati ed indistinti tanto più sono distanti e tanto più la miopia è elevata. Simulazione del modo di vedere di un occhio ipermetrope: gli oggetti posti a distanza ravvicinata appaiono sfuocati ed indistinti; gli oggetti distanti vengono visti a fuoco, soprattutto se entra in funzione l'accomodazione. Simulazione del modo di vedere di un occhio astigmatico: le immagini vengono percepite deformate lungo una certa direzione che dipende dalla direzione dell'astigmatismo; la deformazione è tanto maggiore, tanto più elevato è il grado di astigmatismo.
Il termine MIOPIA deriva dal greco “vedere ammiccando” ed è un vizio rifrattivo ereditario, in parte o in toto. Il vizio rifrattivo spesso è di uguale grado nei vari componenti della stessa famiglia, ma può presentare una certa variabilità. Nella maggior parte dei casi il vizio visivo è legato alla lunghezza del bulbo oculare esagerata; a volte ad un aumento della curvatura della cornea o del cristallino; di rado alla cataratta o comunque all’aumento dell’indice di refrazione del cristallino (si badi che anche il neonato può presentare già la cataratta, per la quale è necessario eseguire subito l’intervento di estrazione della stessa con l’applicazione di una lente a contatto o l’impianto di un cristallino artificiale).

Il termine IPERMETROPIA invece significa “oltre misura”.
Ereditario anch’esso, parzialmente o totalmente, è dovuto, nella maggior parte dei casi, al fatto che, al contrario della miopia, il bulbo oculare è troppo corto; questa situazione può essere solo uno stadio del normale sviluppo dell’occhio.
A volte può essere dovuta ad un appiattimento della cornea. Di rado all’assenza del cristallino (afachia) o comunque ad un’alterazione dell’indice di refrazione dello stesso.
L’ipermetropia è un difetto di refrazione che colpisce circa sei milioni di persone in Italia.
I raggi luminosi provenienti da oggetti sia vicini che lontani non vengono messi a fuoco sulla retina, bensì su un piano dietro di essa: in questo caso, il bambino vede male gli oggetti vicini e in parte anche quelli lontani.
Compensando, entro certi limiti, con l’accomodazione (meccanismo naturale che permette all’occhio la messa a fuoco), può vedere meglio, ma lo sforzo esercitato può provocare affaticamento oculare.
Tutti i bambini hanno un’ipermetropia fisiologica alla nascita.
L’ipermetropia può essere lieve (fino a 3 diottrie), media (fino a 6 diottrie) e alta (superiore alle 6 diottrie); quest’ultima è piuttosto rara, in genere si associa a malformazioni oculari.

Infine il termine ASTIGMATISMO significa “senza punto”; normalmente si lega ad una forma anomala, irregolare, della cornea o del cristallino.

Tre sono i difetti di vista; uno in particolare deve condurre il bambino dall’oculista, per il disturbo della qualità di vista e di vita che può procurare: l’IPERMETROPIA.
Come si è accennato poco sopra, quasi tutti nasciamo ipermetropi e normalmente entro il primo anno di vita, con l’accrescimento in lunghezza del bulbo oculare, annulliamo il difetto acquisendo una normale capacità visiva.
Funzione visiva del neonato
0-1 Mese: Presta attenzione alla luce; limitata capacità di fissazione.
1-2 Mesi: Segue oggetti e luci in movimento; presta attenzione a stimoli nuovi e complessi.
2-3 Mesi: Matura la capacità di convergenza, di fissazione e di focalizzazione.
3-4 Mesi: Movimenti oculari più lineari ed aumento dell'acuità visiva; osserva e manipola oggetti.
4-5 Mesi: Sposta lo sguardo dagli oggetti alle parti del corpo; tenta di raggiungere e spostarsi verso gli oggetti; riconosce visi e oggetti familiari.
5-6 Mesi: Raggiunge e afferra gli oggetti.
6-7 Mesi: Movimenti oculari completi e coordinati; sposta lo sguardo da un oggetto all'altro.
7-8 Mesi: Manipola gli oggetti guardandoli.
9-10 Mesi: Manipola gli oggetti guardandoli.
11-18 Mesi: Tutte le funzioni visive giungono a maturazione.
18-24 Mesi: Appaia oggetti, imita azioni.
24-30 Mesi: Appaia colori e forme; esplora visivamente oggetti distanti.
30-36 Mesi: Appaia forme geometriche; disegna rudimentali cerchi.
36-48 Mesi: Buona percezione della profondità; riconosce molte forme.
Primi mesi di vita :il neonato ha una limitata capacità di fissazione 4-5 mesi il neonato distingue alcuni colori fondamentali 7 mesi il piccolo comincia a percepire il senso di profondità
Normalmente, acquisita una buona capacità visiva, il piccolo si affaccia alla vita impegnata, con i giochi, la famiglia e la scuola senza particolari limitazioni. Se all’inizio dell’età scolare lo sviluppo visivo è stato regolare, di sicuro il soggetto godrà per tutta la vita di un’ottima qualità visiva.
Per questo risulta necessario un controllo oculistico prima dei 4-5 anni, quando non sia troppo tardi per recuperare eventuali handicap visivi.
Spesso si nota un certo allarmismo se il nostro bambino lamenta capogiri o mal di testa quando legge o dopo aver guardato la televisione o dopo aver giocato con il computer.
Presi da un eccessivo zelo, al limite dell’esagerazione, a volte i medici prescrivono esami come la TAC, la Risonanza Magnetica, l’Elettroencefalogramma, ma spesso indagini ben più semplici sono più che sufficienti per risalire alle cause del malessere.
A volte tali disturbi sono legati a problemi alle orecchie, altre volte a problemi oculari.
Frequentemente si evidenzia un disturbo chiamato sindrome astenopica, o astenopia accomodativa tipica di bambini dai 2-3 fino ai 7-8 anni, dovuta ad ipermetropia.
Questi bambini faticano a mettere a fuoco, fatto che può portare a mal di testa, nausea, vertigini, bruciore agli occhi, affaticamento.
Tali pazienti faticano a leggere e quindi provano difficoltà a stare sui libri.
Bisogna quindi fare attenzione perché un presunta "svogliatezza" allo studio potrebbe nascondere un malessere fisico.
A volte i cali di rendimento scolastico si possono benissimo spiegare con la semplice diagnosi di affaticamento visivo!
Se l'ipermetropia del bambino raggiunge le 5-6 diottrie gli riesce difficile la lettura da vicino, con possibili mal di testa, nausea e vertigini.
Ecco perché, in presenza di sintomi di questo tipo, occorre anzitutto una visita oculistica, in seconda battuta un controllo otorinolaringoiatrico e soltanto in ultima istanza una valutazione neurologica.
Quando è il caso, viene osservato il fondo dell'occhio, che può già escludere alcuni problemi neurologici.
Se si riscontra un'ipermetropia elevata o che, seppur di bassa entità, viene mal tollerata dal bimbo (capita sovente ai soggetti nervosi ed eccitabili), si procede alla prescrizione di un occhiale di basso potere che andrà portato tutto il giorno per ridurre così lo spasmo accomodativo e tutto il corteo sintomatologico che ne deriva.
Dr. Ghilotti - P.IVA 01911770202 - Powered by RACE TECH